17 Febbraio 2017

INFERTILITA' MASCHILE

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La fertilità dell’uomo è garantita sia dalla normale produzione di sperma, che deve contenere un numero adeguato di spermatozoi maturi e funzionali e avere la giusta concentrazione di elementi nutritivi, che da una normale eiaculazione con la quale gli spermatozoi, attraverso i vasi deferenti, vengo spinti fin all’orifizio uretrale esterno.

L’infertilità maschile si instaura tutte le volte in cui si verifica un’alterazione della normale produzione, maturazione, motilità e liberazione degli spermatozoi.

In generale, con il termine oligozoospermia si intende un’alterazione nel numero di spermatozoi, se invece l’alterazione riguarda la motilità si parla di astenozoospermia. Alterazioni della morfologia sono note come astenozoospermia, mentre nei casi più gravi di assenza di spermatozoi nell’eiaculato si parla di azoospermia.

Uno spermiogramma correttamente eseguito è sicuramente un buon punto di partenza per la valutazione della sterilità maschile.

La causa di questa alterazione spermatica è poco conosciuta, ma fattori genetici, patologici e ambientali riconoscono come fattore comune lo stress ossidativo.

Lo stress ossidativo si manifesta quando le specie reattive dell’ossigeno (ROS, Reactive Oxygen Species) sono superiori alle naturali difese antiossidanti presenti nel liquido seminale e all’interno dello spermatozoo, causando un danno cellulare. Normalmente esiste un equilibrio tra le concentrazioni dei ROS e i sistemi antiossidanti.

Un’eccessiva produzione di ROS può causare:

  • un danno perossidativo alla membrana spermatica, che comporta la riduzione sia della motilità degli spermatozoi che della loro capacità di fondersi con l’ovocita della donna;
  • un’alterazione dell’integrità del DNA spermatico, compromettendo il contributo genomico paterno all’embrione, che riveste un’importanza fondamentale per il proseguo della gravidanza sia nel concepimento naturale sia nelle tecniche di fecondazione assistita.

Questi effetti che si traducono in una difficoltà della coppia a procreare. 

15 Febbraio 2017

FATTORI DI RISCHIO NELLA DONNA

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Per quanto riguarda l’infertilità attribuibile alla donna, si distinguono vere e proprie cause, come endometriosi e sindrome dell’ovaio policistico, e fattori di rischio.

L’età è il più importante fattore di rischio. Per una donna di età compresa fra 20 e 24 anni la probabilità complessiva di ottenere una gravidanza è di quasi il 90%, fra i 35 e i 39 anni essa si riduce a circa la metà: il 52%. Con il passare degli anni, si riduce il numero degli ovociti e peggiora la loro qualità. Altri fattori che aumentano il rischio di infertilità sono l’obesità, il fumo e l’alcol. Un importante eccesso di peso limita talmente la probabilità di ottenere un concepimento, sia in maniera naturale che con la procreazione medicalmente assistita, che alcuni specialisti ritengono che le donna debba ridurre il proprio peso prima di essere sottoposta a cure e procedure per la cura dell’infertilità. Anche smettere di fumare e abolire un consumo abituale di alcol sono misure raccomandate, sia per prevenire l’infertilità, che per migliorare gli esiti di un’eventuale gravidanza e la salute dei figli che nasceranno.

L'effetto negativo combinato di più fattori legati allo stile di vita ed all'ambiente sono stati associati ad una progressiva riduzione della fertilità. Più aumentano i fattori negativi, più si assiste ad un incremento nel tempo necessario per ottenere una gravidanza.

In primo luogo vanno identificati i fattori di rischio della ridotta fertilità femminile; successivamente si deve assistere e motivare la donna aiutandola ad eliminare il più possibile i fattori di rischio non solo clinici ma anche ambientali e di vita. Cambiare i propri stili di vita comporta tempo, un considerevole sforzo e seria motivazione. È necessario un supporto sotto forma di counselling (colloqui con psicologi), informazione e strategie educazionali.

Una visita di routine alla donna offre un eccellente opportunità per spiegare l'impatto dei fattori di rischio sulla ridotta fertilità. Il ginecologo durante questo incontro può mirare agli interventi appropriati per rinforzare i messaggi sui fattori di rischio di ridotta fertilità.

Un percorso personalizzato per modificare gli stili di vita deve essere pianificato per ogni donna. Lo scopo è quello di fornire il metodo più efficace ed appropriato per migliorare la funzione riproduttiva. Per massimizzare l'accettazione del trattamento e la probabilità di successo, il percorso deve essere pianificato insieme alla coppia e mirato alle necessità individuali.

12 Febbraio 2017

COPPIA INFERTILE

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Si definisce fertilità la capacità di concepire o di indurre il concepimento di un figlio. Il concepimento dipende dall’unione fra un ovocita e uno spermatozoo, con la formazione di una cellula definita zigote e dal successivo impianto dell’embrione nell’endometrio. Questo significa che per ottenere il concepimento ci deve essere la produzione e il rilascio di un ovocita e lo spermatozoo deve essere in grado di raggiungerlo. Inoltre, perché dal concepimento si arrivi ad una gravidanza è necessario che la blastocisti raggiunga l’utero, che l’endometrio “riceva” questa forma iniziale di embrione e che, a seguire, avvengano tutti gli altri passaggi che permettono il progredire della gravidanza. La complessità e la delicatezza di tutti questi passaggi danno un’idea di quanti problemi possano impedire il concepimento e la conduzione a termine della gravidanza. Infatti, una coppia fertile ha solo il 20% di probabilità di ottenere una gravidanza dopo un mese di rapporti sessuali non protetti, vale a dire senza impiegare metodi anticoncezionali. E’ invece infertile una coppia che non consegua la gravidanza dopo un anno di rapporti sessuali non protetti. Alcuni esperti usano questo criterio per definire l’infertilità solo nei soggetti fra i 20 e i 30 anni in quanto, per le coppie nelle quali la donna ha più di 35 anni, ci si deve aspettare una maggiore difficoltà per ottenere il concepimento, pur non essendoci una vera e propria infertilità. Circa 80 milioni di persone nel mondo soffrono di infertilità e il fattore maschile ne è responsabile in almeno il 50% dei casi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Società di Fertilità Americana (AFS, American Fertility Society) definiscono infertile la coppia che, dopo 12-24 mesi di rapporti sessuali regolari e non protetti, non è in grado di concepire.

Le cause che inducono infertilità sono molteplici e possono essere legate a una condizione patologica dell’uomo, della donna o di entrambi i partner. In Italia, la frequenza di infertilità da fattore maschile è circa del 25%; il 45% dei casi può essere ascritto al fattore femminile, mentre nel restante 30% dei casi la causa è sconosciuta o legata a problemi di entrambi i partner.

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